Pensieri

By Giovanni

Hey amico, stanotte mi sento solo. Sulla mia scrivania ho solo il solito bicchiere di Jack Daniels e un vecchio libro stropicciato. Lo sai che mi sto affezionando a te? Certo, ogni tanto mi fai ancora incazzare, ma il fatto che quando parlo al microfono di questa vecchia radio, so di averti all’ascolto mi fa intenerire. Così stasera ho deciso di condividere questa vecchia poesia di Dylan Thomas, che in questo momento mi ritrovo tra le mani. Offre Johnny.

Nella mia arte scontrosa o mestiere

“Nella mia arte scontrosa o mestiere

praticata nel silenzio notturno

quando soltanto la luna infuria

e gli amanti giacciono nel letto

con tutti i loro affanni tra le braccia,

io mi affatico a una luce che canta

non per pane o ambizione

nè per pavoneggiarmi e vender fascino

sui palcoscenici d’avorio,

ma per il comune salario

del loro più intimo cuore.


Non per il superbo che s’apparta

dalla luna che infuria io scrivo

su queste labili pagine di spuma

nè per i morti che torreggiano

con i loro usignoli e i loro salmi,

ma per gli amanti, che abbracciano

tutte le angosce dei secoli,

che non pagano lodi nè salario,

e non si curano del mio mestiere

o arte.”

(Collected Poems, 1934-1952)

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