Archivio per Maggio 2008

Appunti dal sottoscala

Maggio 25, 2008

Qui nel mio sottoscala da dove trasmetto e ti sto scrivendo amico, l’aria è sempre più pesante. L’umidità ha ormai corroso e ammuffito le pareti con il vecchio poster di Chet Baker che tenevo incollato sin dal primo giorno in cui mi sono trasferito in questa vecchia bettola. Ma tant’è, l’affitto è una miseria e posso far girare i miei vinili ad un volume che farebbe invidia anche al più chiassoso bordello di Città del Messico. E quando sono incazzato o troppo ubriaco, posso urlare. Ti aspeto Stasera alle 21,30 su Radio F2. Finchè ho la possibilità di sfruttare le loro frequenze, meglio approfittarne. Abbiamo ancora molte cose da dirci io e te amico.

Johnny.

Episodio 4 – 5 canzoni per urlare

Maggio 19, 2008

Rockin’ in the Free World – Neil Young

God Part II – U2

That’s Why I don’t Mind – Muddy Waters

Helter Skelter – Beatles

Forever Young – Bob Dylan

E per te amico? Cosa significa per te urlare? Quali sono le tue cinque canzoni per urlare?

Stasera

Maggio 11, 2008

Sì amico, lo so che la domenica alle 21,30 forse hai meglio da fare che ascoltare il vecchio Johnny. Immagino il tuo programma serale: cena/televisione/letto-niente-sesso-sono-troppo-stanco-amore… Nel caso sia anche tu uno di quegli strani animali notturni che come me cercano una fuga da questa dittatura, sei invitato anche tu.  L’appuntamento è al solito posto, Radio F2. Come ci riconosceremo? Facile, quelli come noi sono sempre accompagnati dai sorrisi della gente. Ti aspetto.

Johnny.

In treno

Maggio 5, 2008

L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers.

Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver dei Beatles, per cui le junk-news e il treno sembravano correre più veloci del solito. Dopo che anche Tomorrow Never Knows era giunta al termine, ho tolto le cuffie e sono rimasto in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Rimanere in silenzio è il peggior modo per accorgersi della presenza degli altri. In un istante sono stato preso d’assalto da una marea di chiacchere senza un inizio e senza una fine. Non c’era parola che non si confondesse con un’altra. Poi d’improvviso ho distinto due voci. Erano le voci delle due ragazze che sedevano alle mie spalle. Parlavano di donne. Una delle due, quella col tono più grave, diceva che gli uomini sul lavoro sono più capaci e in grado di fare meglio molte cose, oltre che una serie di altre frasi di questo genere. Sapete cosa ne penso? Stronzate. Basta con queste stronzate che ti hanno messo in testa. Io credo in te dolcezza. Devi prendere per mano questo mondo e salvarlo. I futuri Che Guevara, Luther King e Gandhi hanno nomi come Aung San Suu Kyi, Ingrid Bétancourt, e Zoya. La prossima rivoluzione che sconvolgerà il mondo la farai tu tesoro. Non vedo l’ora che arrivi questo giorno. Io ci credo.


Episodio 3 – 5 canzoni per farle sentire che la ami

Maggio 5, 2008

Trust – The Cure

Hey, That’s No Way to Say Goodbye – Leonard Cohen

Forget Her – Jeff Buckley

Untitled 1 – Sigur Ros

Love is Blindness – U2

E per te amico? Quali sono le tue cinque canzoni per farle sentire che la ami?

Tu porta il vino

Maggio 2, 2008

Hey amico, abbiamo un conto in sospeso ricordi? L’appuntamento è per domenica alle 21,30 su Radio F2.

Tu porta il vino, rosso grazie. Al resto ci pensa Johnny. Mal che vada, possiamo dire che è stata solo una bella sbronza.

Adesso torno da Chet e la sua tromba. Cristo, quel figlio di puttana è più sensuale di una foto in banco e nero di Marilyn Monroe! Dio ti benedica Chet Baker, te e la tua tromba del cazzo. Ti devo un Bourbon.

Johnny.

Chet Baker