In treno

By Giovanni

L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers.

Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver dei Beatles, per cui le junk-news e il treno sembravano correre più veloci del solito. Dopo che anche Tomorrow Never Knows era giunta al termine, ho tolto le cuffie e sono rimasto in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Rimanere in silenzio è il peggior modo per accorgersi della presenza degli altri. In un istante sono stato preso d’assalto da una marea di chiacchere senza un inizio e senza una fine. Non c’era parola che non si confondesse con un’altra. Poi d’improvviso ho distinto due voci. Erano le voci delle due ragazze che sedevano alle mie spalle. Parlavano di donne. Una delle due, quella col tono più grave, diceva che gli uomini sul lavoro sono più capaci e in grado di fare meglio molte cose, oltre che una serie di altre frasi di questo genere. Sapete cosa ne penso? Stronzate. Basta con queste stronzate che ti hanno messo in testa. Io credo in te dolcezza. Devi prendere per mano questo mondo e salvarlo. I futuri Che Guevara, Luther King e Gandhi hanno nomi come Aung San Suu Kyi, Ingrid Bétancourt, e Zoya. La prossima rivoluzione che sconvolgerà il mondo la farai tu tesoro. Non vedo l’ora che arrivi questo giorno. Io ci credo.


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9 Risposte a “In treno”

  1. Anonimo Dice:

    giornali che “invadono” le metropoli…ma i termini li scegli col pallottoliere e sei veramente consapevole di quello che scrivi?

    e poi…altro stereotipo che le donne sarebbero più risolute, dolci etc…i nomi che hai citato (sia maschi che femmine) hanno o avevano tutti alti livelli di istruzione, mica come ’ste sciacquette che incontri in treno…

  2. Anonimo Dice:

    ah scusa non mi sono firmato…

    …G.

  3. Luca Dice:

    Grazie per averci regalato un’altro scorcio di vita, saper trasformare in riflessione amara la banalità è un’arte da pochi, e fortunatamente l’arte qui non manca. Direi che punto G può continuare a farsi i conti col pallottoliere, se saper parlare d’arte è difficile, riconoscerla lo è ancora di più.
    Grande Johnny!

  4. giada Dice:

    ragazzi vi assumo in blocco per il mio format siete stati super

  5. Anonimo Dice:

    peronalmente vedo solo banalità trasformata in altra banalità…e Johnny un ibrio, appunto banale, tra Jack Folla, Bukowski e il Lucignolo di Italia 1…niente di originale insomma…capisco che in radio fate fronte comune…ma sappiate accettare almeno le critiche…ho ascoltato anche la trasmissione in podcast e mi aspettavo almeno una voce rauca e fumosa, consumata dagli Havana, per restare nel personaggio…macchè…non prendetela a male… :-)

  6. Anonimo Dice:

    ah…dimenticavo…G.

  7. Francesco Dice:

    ciao Punto G o g Punto (come preferisci),
    giusto per la cronaca in radio nessuno fa fronte comune, casomai possiamo tenerci per mano le due/ tre persone che lavoriamo al progetto e al massimo formiamo un rettangolino o un triangolo.
    Le tue ed altre critiche sono ben accettate. Ognuno può esprimere quello che vuole su questo blog. Non capisco perché tu scriva “accettate almeno le critiche”. E non capisco un’altra cosa: visto che sei sicuramente una persona che qualcuno di noi conosce, perché non hai il coraggio di firmarti e ti nascondi invece dietro ’sta G?
    Non mi piacciono molto quelli che rimangono nell’anonimato e soprattutto quelli che abusano, come te, dei puntini puntini.
    Con serenità

  8. Anonimo Dice:

    cioè? vuoi nome e cognome? La G. non è una firma?

    non conosco direttamente voi di persona e quindi non avrei motivo per nascondermi, la mia era una critica verso il format che a mio parere ha poco di originale o di creativo, non che sia brutto…ma sa di minestra riscaldata, se voglio sentire questo tipo di contenuti ascolto direttamente Cugia (se fosse ancora possibile) o le vostre varie ispirazioni (kerouac, bukowski ect) …poi io non abuso proprio di niente…USO semmai internet per dire quello che penso, era la prima volta che visitavo questo blog (avevo sentito del format in radio) leggo questo intervento e metto il mio commento…se sapevo che la prendevate così mi facevo i fatti miei :-)

    ancora con più serenità

    g

  9. Francesco Dice:

    non me la sono presa. I tuoi commenti fanno piacere comunque anche se sono negativi. Spero che tu li faccia ancora e che tu senta sempre Johnny. Non capisco perché firmarsi solo g, che problema c’è a mettere un nome? Per questo ho pensato che tu potessi essere una persona che noi conosciamo e che si “vergogna” a dirci cosa pensa realmente del nostro programma.

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