Giugno 20, 2008 di Giovanni
Hai ragione amico. Ho la faccia tosta a chiamarti in questo modo. Da quando questo viaggio è iniziato, ti ho spedito solo una cartolina. Hai ragione, gli amici non si comportano così. Questa volta Johnny abbassa la cresta e chiede scusa. Sarà l’aria che tira qui a New Orleans a rendermi più fragile del solito, ma camminare per queste strade ha risvegliato ricordi che forse era meglio non ricordare, e la tristezza oltre a far aumentare ogni giorno che passa i bicchieri di Jack che la sera chiedo al vecchio Hank al Cafe du Monde, giù a St. Ann Street, mi rende più inquieto. Hank, è uno che la sa lunga. Al suo bancone ha servito ogni sorta di infelice che è passato dalle sue parti: hoboes, disertori di guerra, marinai senza meta, poeti, scrittori e le più belle puttane della città. Ieri sera Hank ha detto che quelli come me, quelli con il vuoto negli occhi, fanno sempre una brutta fine. Le stesse parole che un giorno mi disse Suzanne.
Oh Suzanne, quand’è che ci ritroveremo?

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Giugno 12, 2008 di Giovanni
Tra qualche ora probabilmente un timido raggio di sole filtrerà attraverso la polvere accumulatasi da chissà quanti anni sul vetro della vecchia finestra che ho davanti a me, mentre col capo chino sulla tastiera, le dita stanno battendo queste parole. Sarà il segno dell’alba. La valigia è pronta da qualche giorno ormai. Non c’è voluto molto per scegliere cosa portare. Ho con me qualche libro, un’armonica malconcia ma che ancora trova la forza di suonare, qualche disco e due bicchieri – nel caso lungo la strada dovessi incontrarti amico. Alla bottiglia ci pensi tu, vero?
Credo che la mia prima meta sarà New Orleans. E’ da li che bisogna partire per conoscere l’America. Dalla pelle nera e dal suono della tromba di Louis Armstrong, dai letti malandati dei bordelli di Bourbon Street e da un bicchiere di Jack Daniel’s da bere fissando le luci dei neon confondersi con le stelle e spegnersi nelle acque del Mississippi.
Johnny.

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Giugno 9, 2008 di Giovanni
Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza.
Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. E’ un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littrè, lui non si sbaglia mai.
E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi.
E’ dall’altra parte della vita.
( Louis Ferdinand Cèline – Viaggio al termine della notte )

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Giugno 2, 2008 di Giovanni
Born to Be Wild – Steppenwolf
The Passenger – Iggy Pop
Roadhouse Blues – The Doors
Like a Rolling Stone – Bob Dylan
Mother of Earth – The Gun Club






E per te amico? Raccontami la tua avventura sulla strada e lascia suonare le tue cinque canzoni per viaggiare. Riesco già a sentire il vento tra i capelli.
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Giugno 1, 2008 di Giovanni
Ho preso una decisione amico. Ho già consegnato il nastro con la registrazione della puntata di questa sera a quelli di Radio F2. Di cosa si tratta? Posso solo dirti che ci saranno delle canzoni, tre fratelli: Woody, Bob e Jack, e una donna che ritorna sempre.
A stasera,
Johnny.
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Maggio 25, 2008 di Giovanni
Qui nel mio sottoscala da dove trasmetto e ti sto scrivendo amico, l’aria è sempre più pesante. L’umidità ha ormai corroso e ammuffito le pareti con il vecchio poster di Chet Baker che tenevo incollato sin dal primo giorno in cui mi sono trasferito in questa vecchia bettola. Ma tant’è, l’affitto è una miseria e posso far girare i miei vinili ad un volume che farebbe invidia anche al più chiassoso bordello di Città del Messico. E quando sono incazzato o troppo ubriaco, posso urlare. Ti aspeto Stasera alle 21,30 su Radio F2. Finchè ho la possibilità di sfruttare le loro frequenze, meglio approfittarne. Abbiamo ancora molte cose da dirci io e te amico.
Johnny.

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Maggio 19, 2008 di Giovanni
Rockin’ in the Free World – Neil Young
God Part II – U2
That’s Why I don’t Mind – Muddy Waters
Helter Skelter – Beatles
Forever Young – Bob Dylan






E per te amico? Cosa significa per te urlare? Quali sono le tue cinque canzoni per urlare?
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Maggio 11, 2008 di Giovanni
Sì amico, lo so che la domenica alle 21,30 forse hai meglio da fare che ascoltare il vecchio Johnny. Immagino il tuo programma serale: cena/televisione/letto-niente-sesso-sono-troppo-stanco-amore… Nel caso sia anche tu uno di quegli strani animali notturni che come me cercano una fuga da questa dittatura, sei invitato anche tu. L’appuntamento è al solito posto, Radio F2. Come ci riconosceremo? Facile, quelli come noi sono sempre accompagnati dai sorrisi della gente. Ti aspetto.
Johnny.

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Maggio 5, 2008 di Giovanni
L’altro giorno, mentre ero in treno, sfogliavo uno di quei giornali che hanno invaso le stazioni e le metropolitane. Free-press li chiamano e dicono che siano il futuro della carta stampata. Ma detto tra noi amico, a me sembrano solo giornali Mc Donald’s. Dopo il junk-food, anche i junk-papers.
Per fortuna nelle orecchie avevo Revolver dei Beatles, per cui le junk-news e il treno sembravano correre più veloci del solito. Dopo che anche Tomorrow Never Knows era giunta al termine, ho tolto le cuffie e sono rimasto in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Rimanere in silenzio è il peggior modo per accorgersi della presenza degli altri. In un istante sono stato preso d’assalto da una marea di chiacchere senza un inizio e senza una fine. Non c’era parola che non si confondesse con un’altra. Poi d’improvviso ho distinto due voci. Erano le voci delle due ragazze che sedevano alle mie spalle. Parlavano di donne. Una delle due, quella col tono più grave, diceva che gli uomini sul lavoro sono più capaci e in grado di fare meglio molte cose, oltre che una serie di altre frasi di questo genere. Sapete cosa ne penso? Stronzate. Basta con queste stronzate che ti hanno messo in testa. Io credo in te dolcezza. Devi prendere per mano questo mondo e salvarlo. I futuri Che Guevara, Luther King e Gandhi hanno nomi come Aung San Suu Kyi, Ingrid Bétancourt, e Zoya. La prossima rivoluzione che sconvolgerà il mondo la farai tu tesoro. Non vedo l’ora che arrivi questo giorno. Io ci credo.

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Maggio 5, 2008 di Giovanni
Trust – The Cure
Hey, That’s No Way to Say Goodbye – Leonard Cohen
Forget Her – Jeff Buckley
Untitled 1 – Sigur Ros
Love is Blindness – U2






E per te amico? Quali sono le tue cinque canzoni per farle sentire che la ami?
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