Posts Tagged ‘università’

5 canzoni per Memphis

settembre 13, 2008

Memphis, Tennessee – Chuck Berry (Video)

Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again – Bob Dylan (Video)

Tennessee Flat Top Box – Johnny Cash (Video)

Heartbreak Hotel – Elvis Presley (Video)

MLK – U2 (Video)

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Diario di viaggio – 19 luglio

luglio 20, 2008

Tranquillo amico, non mi hanno ucciso gli indiani. Semplicemente non avevo voglia di scrivere. Sono stanco. L’America è un paese molto diverso rispetto a quello che impari ad amare dalle pagine di un libro di Jack Kerouac o dai versi di un vecchio blues. Solo oggi sono arrivato a Memphis. Ben diciotto giorni di viaggio dalla mia partenza da New Orleans. E’ un paese diffidente quello che ho incontrato in questi giorni sulle strade che separano la città del jazz dalla città del blues. Trovare qualcuno disponibile a darmi un passaggio è stato molto più dura di quanto pensassi. Come mi ha spiegato Ray Coleman, uno sveglio settantenne dell’Illinois che mi ha dato un passaggio fino a qualche miglio da Memphis, per la maggior parte degli americani, il ciglio della strada è solo un posto per puttane. E cani, ha aggiunto. Mi ha detto che in fondo è sempre stato così. “Kerouac ha solo avuto culo”, mi ha detto il vecchio Coleman.

In ogni caso eccomi qui a Memphis. Questa è una città che dovrebbe avere molte storie da raccontare. Da qui sono passati Johnny Cash, Muddy Waters, John Lee Hooker, e “King” Elvis. Come a New Orleans, la musica è in ogni angolo di questa città. Ma non è solo una questione di blues. Memphis è anche la città della vergogna americana. Memphis è ancora sporca del sangue versato sui pavimenti del Lorraine Motel da Martin Luther King il 4 aprile 1968. Non c’è blues che possa rimediare al dolore e alla vergogna di quel giorno.

Avanti Memphis. Raccontami la tua storia. Possibilmente davanti ad una bottiglia di Jack Daniel’s del Tennessee. Mi trovi alla stanza 246, Lorraine Motel.

Diario di viaggio – 12 luglio

luglio 12, 2008

Road to Memphis

5 canzoni per New Orleans

giugno 30, 2008

West End Blues – Louis Armstrong (Video)

Blue Moon – Billie Holiday (Video)

I Ain’t got Nothin’ but the Blues – Duke Ellington (Video)

Round Midnight – Ella Fitzgerald (Video)

My Funny Valentine – Chet Baker (Video)

Diario di viaggio – 29 giugno

giugno 29, 2008

Stamattina mi sono svegliato nel letto di Molly. Adesso Hank mi ammazza. Ma su una cosa aveva ragione, il culo di Molly. Divino. Ma per il resto si sbagliava, il culo non è tutto. La voce è tutto, e Molly aveva una voce bellissima. Fragile. Sembrava dovesse spegnersi da un momento all’altro, come una candela senza rumore. Mentre facevamo l’amore era difficile distinguere i gemiti dal silenzio intorno. Quando sono andato via, le ho chiesto perchè la sera scorsa mi avesse mandato al diavolo. Non mi ha risposto. Mi ha mandato al diavolo, di nuovo, ma con tristezza, senza rabbia. Addio Molly. Questa è l’ultima notte che passerò a New Orleans.

Ho già mandato il nastro con le 5 canzoni per New Orleans. Mi hanno detto che dovrebbe andare in onda stasera alle 21,30 su Radio F2. Adesso, non resta che prendere la cartina in mano e scegliere una nuova meta. Cosa consigli amico?

Molly al mattina

Diario di viaggio – 26 giugno

giugno 26, 2008

Molly. Dice di chiamarsi Molly.

Diario di viaggio – 25 giugno

giugno 25, 2008

Ancora qualche giorno a New Orleans e poi si torna sulla strada.

Il vecchio Hank mi ha detto che ieri sera una donna ha chiesto di me. Mentre il vecchio le stava rispondendo indicandole il tavolo cui sedevo fumando quel che restava di una Lucky Strike, la donna gli ha detto di riferirmi che ero un figlio di puttana e di andare al diavolo. Ho chiesto ad Hank se la ragazza gli avesse detto il suo nome. Hank con quell’aria da vecchio ubriacone che si ritrova, mi ha fatto quindi un cenno positivo con la testa, aggiungendo poi che non me lo avrebbe mai detto perchè si era innamorato di quella donna e del suo culo. “Il culo è tutto Johnny, lo sai” mi ha detto. “Comunque vedi di non farti venire strane idee… Quel grosso culo attende solo me, quindi se vuoi ancora venire in questo posto a bere i tuoi Jack Daniel’s e a parlare col buon Hank, è meglio che te la fai passare la voglia di conoscere il nome di quella donna” ha aggiunto Hank col suo accento da bianconegro. “Và al diavolo Hank” gli rispondo io. “Amico, sei a New Orleans ricorda. L’unico posto possibile per quelli come te e me, il solo posto al mondo dove la musica è in ogni pietra di ogni strada, l’unico posto al mondo dove per andare al diavolo, basta girare l’angolo. Quindi, accetta il consiglio del vecchio Hank, gira l’angolo amico”

“Ti voglio bene Hank”

“Fanculo Johnny”

Diario di viaggio – 20 giugno

giugno 20, 2008

Hai ragione amico. Ho la faccia tosta a chiamarti in questo modo. Da quando questo viaggio è iniziato, ti ho spedito solo una cartolina. Hai ragione, gli amici non si comportano così. Questa volta Johnny abbassa la cresta e chiede scusa. Sarà l’aria che tira qui a New Orleans a rendermi più fragile del solito, ma camminare per queste strade ha risvegliato ricordi che forse era meglio non ricordare, e la tristezza oltre a far aumentare ogni giorno che passa i bicchieri di Jack che la sera chiedo al vecchio Hank al Cafe du Monde, giù a  St. Ann Street, mi rende più inquieto. Hank, è uno che la sa lunga. Al suo bancone ha servito ogni sorta di infelice che è passato dalle sue parti: hoboes, disertori di guerra, marinai senza meta, poeti, scrittori e le più belle puttane della città. Ieri sera Hank ha detto che quelli come me, quelli con il vuoto negli occhi, fanno sempre una brutta fine. Le stesse parole che un giorno mi disse Suzanne.

Oh Suzanne, quand’è che ci ritroveremo?

Diario di viaggio – 12 giugno

giugno 12, 2008

Tra qualche ora probabilmente un timido raggio di sole filtrerà attraverso la polvere accumulatasi da chissà quanti anni sul vetro della vecchia finestra che ho davanti a me, mentre col capo chino sulla tastiera, le dita stanno battendo queste parole. Sarà il segno dell’alba. La valigia è pronta da qualche giorno ormai. Non c’è voluto molto per scegliere cosa portare. Ho con me qualche libro, un’armonica malconcia ma che ancora trova la forza di suonare, qualche disco e due bicchieri – nel caso lungo la strada dovessi incontrarti amico. Alla bottiglia ci pensi tu, vero?

Credo che la mia prima meta sarà New Orleans. E’ da li che bisogna partire per conoscere l’America. Dalla pelle nera e dal suono della tromba di Louis Armstrong, dai letti malandati dei bordelli di Bourbon Street e da un bicchiere di Jack Daniel’s da bere fissando le luci dei neon confondersi con le stelle e spegnersi nelle acque del Mississippi.

Johnny.

In viaggio – Epigrafe

giugno 9, 2008

Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza.

Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. E’ un romanzo, nient’altro che una storia fittizia. Lo dice Littrè, lui non si sbaglia mai.

E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi.

E’ dall’altra parte della vita.

( Louis Ferdinand Cèline – Viaggio al termine della notte )